sabato 30 ottobre 2010

Nonno, nipote e web


Gap generazionale

- Te l'ho detto mille volte, Gemma. Secondo l'impiegato, la nostra pensione è giusta.
- E io ti ripeto, caro Manu, che la mia amica se ne intende, e se dice che prendiamo troppo poco, ha ragione lei. Ha detto che sul sito dell'INPS è spiegato chiaramente, ma tu no, tu sei testardo, sei vecchio, per te internet è una cosa che si mangia.
- Guarda che se son vecchio io sei vecchia anche tu, cara Gemma. E entrambi abbiamo vissuto 70 anni senza bisogno di "infernet".
- Nonno, si dice "internet"!
- Zitta tu, che sto parlando io.
- Invece di zittirla, perchè non ti fai insegnare un po' da tua nipote, che è sempre lì appiccicata a quel portatile? In fondo si tratta solo di leggere sullo schermo.
- E sia. Se non altro per smentire quella saputella della tua amica, che è pure brutta!
- Guarda nonno, è semplice. Si accende da qui, vedi?
- Umpf!

Dopo mezz'ora...
- Basta così. Ho imparato tutto, non sono mica rimbecillito! Lasciami un po' da solo, che nuoto da me.
- Si dice "navigo", nonno.
- Umpf!

Dopo un'ora...
- Lo vedi? Vedi Gemma che era come dicevo io? Dillo anche a quell'altro genio, domani. E dille anche che se vuole prendere lezioni di webbo io sono qui.
- Si dice web, nonno.
- Zitta tu. Vuoi saperne più di me?

Dopo un mese...
- Spiacente signora. L'erogazione delle sue spettanze è stata interrotta come richiesto.
- No, scusi, non ho capito...
- La sua pensione è stata reintegrata nelle casse dell'Erario, e in via definitiva. Mi risulta dal terminale che è stata fatta una specifica istanza online.
- Manu! Ma stai sentendo cosa dice il signore?
- Si, Gemma, ma io non ho fatto niente. Non capisco...
- Capisco io, capisco! Andiamo a casa, muoviti. E spera che tua nipote riesca a capire che diavolo hai combinato.
- Umpf.

Una volta a casa...
- Vai sul sito dell'INPS, Luigina, e cerca di venire a capo del pasticcio che ha fatto il nonno.
- Vediamo... Ecco. Questa è l'home page. Dove hai cliccato, nonno?
- Scendi un po'... ancora un po'... ferma. Ecco! Ho fliccato su quel bottone rosso, dove c'è scritto "ESSE-O-ESSE Pensione".
- Si dice "cliccare", nonno. E lì non c'è scritto "S.O.S. Pensione", ma "SOSPENSIONE". Da quant'è che non cambi gli occhiali, nonno? Mi sa che la nonna è andata a prendere il mattarello, nonno.
- Zitta. Spegni tutto. Vieni, scappiamo...


DOC

martedì 26 ottobre 2010

Felice Halloween, ma non solo


Halloween

Oggi mi sono divertito ad inserire alcuni effetti speciali nella Home page: è un modo per augurarti un felice Halloween... un po' in anticipo, perchè a mio avviso il bello, in questo tipo di eventi, sta più nella preparazione e nell'attesa, anzichè nella festa vera e propria: vola via in poche ore, seppure vissute con intensità.
Confesso che Halloween è la festa meno "sentita" dal sottoscritto, vuoi per l'età, nonostante i chiari sintomi della sindrome di Peter Pan, vuoi perchè quando lui era piccolo in Italia non si festeggiava affatto. Ma a cosa è legata di preciso questa ricorrenza? Ho voluto approfondire, e visto che ci avviciniamo al periodo più saturo di feste dell'anno, la curiosità mi ha spinto ad allargare le ricerche anche alle altre feste, almeno alle principali. Mi son detto: «Metti che càpito a "Chi vuol essere Milionario" e mi fanno una domanda che ha per tema le festività: non solo farei una figuraccia, ma tornerei a casa con le pive nel sacco». E infatti ho scoperto che le cose che ignoravo, al riguardo, erano più di quelle che immaginavo.

CAPODANNO - 1° Gennaio - Risale alla festa del dio romano Giano, (600 d.C.). Nel 1691 papa Innocenzo XII stabilì la ricorrenza nella data del 1° Gennaio, cioè secondo lo stile della Circoncisione: nella Chiesa cattolica si lega infatti alla Circoncisione di Gesù (rito ambrosiano) o alla Solennità della Madre di Dio (rito romano).
Usanze e credenze - Countdown, brindisi (vacci piano), baci sotto al vischio e non, fuochi artificiali (maneggiare con cura), biancheria intima rigorosamente rossa (wow!), vecchi oggetti (o suocere) giù dalla finestra, cenone (le lenticchie sono buon auspicio di prosperità se non di mal di pancia durante il veglione), veglione con balli e trenini sulle note di "Disco Samba".

EPIFANIA - 6 Gennaio - Con questo termine i cristiani, già nel III secolo, commemoravano le manifestazioni divine (miracoli, segni, visioni, ecc.) ma soprattutto la Natività del Cristo.
Usanze e credenze - Regali e dolci ai bambini (nella calza) portati dalla vecchia, orrenda ma buona Befana a cavallo della sua scopa volante. Se i bimbi nella calza trovano il carbone, è la punizione perchè hanno fatto i cattivi (in realtà si tratta di un dolce anche quello, preparato appositamente). Se associamo la filastrocca «La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / con le toppe alla sottana / Viva, Viva La Befana!» al proverbio «Epifania tutte le feste porta via», capiamo perché in alcuni paesi si usa allestire un fantoccio che la rappresenta e poi bruciarlo.

SAN VALENTINO - 14 Febbraio*: «La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe ed in Estremo Oriente)». (...) «La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all'alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell'amor cortese».
Usanze - Si copre di attenzioni e di regali la persona (o le persone :) che ci fanno battere forte il cuore.

CARNEVALE - Tra Febbraio e Marzo*: «Nei paesi cattolici, il Carnevale ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle sette che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano); finisce il martedì precedente il Mercoledì delle Ceneri che segna l'inizio della Quaresima. La durata è perciò di due settimane e due giorni. Il momento culminante si ha dal Giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso). Questo periodo, essendo collegato con la Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo». (...) «Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana (soprattutto in quelli di tradizione cattolica). I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l'uso del mascheramento. Benché facente parte della tradizione cristiana, i caratteri della celebrazione carnevalesca hanno origini in festività ben più antiche, come ad esempio le dionisiache greche o i saturnali romani, che erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza».
Usanze* - «Il Carnevale di Venezia, il Carnevale di Viareggio e lo Storico Carnevale di Ivrea sono considerati tra i più importanti al mondo. La loro fama, difatti, travalica i confini nazionali e sono in grado di attrarre turisti sia dall'Italia che dall'estero. Il Carnevale più lungo d'Italia è però quello di Putignano. Il Carnevale di Venezia è conosciuto per la bellezza dei costumi, lo sfarzo dei festeggiamenti nella magica atmosfera della Laguna e consta di diversi giorni fitti di manifestazioni di svariato tipo: mostre d'arte, sfilate di moda, spettacoli teatrali etc. Il Carnevale di Viareggio è uno dei più importanti e maggiormente apprezzati carnevali a livello internazionale. A caratterizzarlo sono i carri allegorici più o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici, specialmente quelli somatici, vengono sottolineati con satira ed ironia. I carri, che sono i più grandi e movimentati del mondo, sfilano lungo la passeggiata a mare viareggina, un viale di oltre tre chilometri che si snoda tra la spiaggia e gli edifici di stile liberty che si affacciano sul mar Tirreno. Lo Storico Carnevale di Ivrea, famoso per il suo momento culminante della Battaglia delle Arance, è invece considerato uno tra i più antichi e particolari al mondo, seguendo un cerimoniale più volte modificatosi nel corso dei secoli. (...) La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di manifestazioni abbinate alla lotteria nazionale del carnevale: il già citato Carnevale di Putignano, Carnevale di Massafra, Carnevale di Gallipoli, Carnevale Dauno a Manfredonia.

PASQUA - Tra il 22 Marzo e il 25 Aprile - Dal IV secolo d.C. la data la stabilisce la Luna (munirsi di calcolatrice): prima Domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. E' la più importante ricorrenza in tutto il Cristianesimo. Il nome completo è "Pasqua di Gesù Cristo" in quanto ne celebra la resurrezione.
Usanze e credenze - Ci sono più animali nella Pasqua che in uno zoo: si pranza col sacrificio di poveri agnelli indifesi; si bollono e dipingono uova che dovevano essere pulcini; si termina il pranzo con la colomba, un dolce che ne ricorda a malapena la forma, quale simbolo di pace; il coniglio invece è un simbolo pagano della fertilità. Si regalano uova di cioccolata con sorpresa (brutta, a meno di non spendere fior di quattrini). Si regalano dolci e giocattoli ai bambini. Si preparano dolci e pietanze tipiche.

LUNEDI' DELL'ANGELO - Il giorno successivo a Pasqua - Comunemente detta "Pasquetta", questa festa ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù.
Usanze e credenze - Generalmente si trascorre insieme a parenti o amici con una gita o scampagnata, pic-nic sull'erba e attività all'aperto (e sovente il cielo è coperto o piove). Questa tradizione potrebbe rifarsi ai discepoli diretti ad Emmaus: lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme.

PESCE D'APRILE - 1° Aprile*: Non si tratta di una festa, ma di una divertente ricorrenza dalle origini ignote che non mi sentivo di omettere. Da Wikipedia: «La tradizione del pesce d'aprile, seguita in diversi paesi del mondo, consiste in uno scherzo da mettere in atto il 1° aprile. Lo scherzo può essere anche molto sofisticato e ha lo scopo di creare imbarazzo nelle vittime, in altri casi è solo un sistema per divertirsi fra amici». (...) «Diversi mezzi di comunicazione di massa hanno deliberatamente o involontariamente diffuso in molti paesi diversi pesci d'aprile (per gli inglesi April fool's day, per i tedeschi Aprilscherz). Persino giornali e televisioni considerate serie considerano il primo aprile un giorno in cui è lecito far passare per informazione corretta bufale anche notevoli. Ogni anno in questo giorno si diffondono notizie che poi si rivelano false».

FESTA DELLA LIBERAZIONE - 25 Aprile - Ricorre la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista durante la II guerra mondiale: l'insurrezione generale italiana portò alla liberazione di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Verona e altre città italiane.
Usanze - Celebrazioni pubbliche, cortei, manifestazioni culturali e di piazza (ex partigiani e non).

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA - 8 Marzo* - «Comunemente definita Festa della Donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo». (...) «Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e di Teresa Mattei».
Usanze - Celebrazioni pubbliche, cortei, manifestazioni culturali e di piazza. Il simbolo è la mimosa (vedi sopra).

FESTA DEL PAPA' - 19 Marzo - Le sue origini si perdono in altri Paesi e in tempi remoti. Celebra la figura del padre, e in Italia coincide con il giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù. C'è anche una connotazione commerciale: sembra che la Casa di liquori "Buton" abbia voluto la Festa del Papà per pubblicizzare una ormai nota marca di brandy.
Usanze e credenze - Si usa fare un regalo al proprio papà. In molti paesi, come rito propiziatorio, si brucia l'incolto o si allestiscono dei falò in piazza. Si preparano frittelle e dolci tipici, come le "pettole" o le "zeppole" del Centro-Sud.

FESTA DEI LAVORATORI - 1° Maggio* - «La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività celebrata il 1° Maggio di ogni anno che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa». (...) «In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945. Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina».
Usanze - Celebrazioni pubbliche, cortei, manifestazioni culturali e di piazza. I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall'anno 1990, a cui partecipano centinaia di migliaia di persone.

FESTA DELLA MAMMA - Seconda Domenica di Maggio - In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio, e da allora in questa data si onora la figura della mamma.
Usanze - Si usa onorare la propria mamma donandole  fiori e oggetti.

FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA - 2 Giugno* - «Viene celebrata il 2 Giugno a ricordo della nascita della Repubblica. Il 2 e il 3 Giugno 1946 si tenne, infatti, il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.
Usanze* -  «Nel giugno del 1948 per la prima volta Via dei Fori Imperiali a Roma ospitava la parata militare in onore della Repubblica». (...) «Attualmente il cerimoniale prevede la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto presso l'Altare della Patria e una parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato».

FERRAGOSTO - 15 Agosto* - «Il Ferragosto è una festività tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, che cade il 15 agosto. Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C.». (...) «Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù)».
Usanze*«Tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, è spesso caratterizzata da lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l'esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio» ("Ferragosto, moglie mia non ti conosco" (n.d.a.). ... «Il piatto tradizionale per eccellenza del pranzo di Ferragosto è il piccione arrostito. Tale usanza, un tempo diffusa in buona parte d'Italia e che ancora sopravvive in alcune zone, pare sia nata in Toscana, in epoca carolingia».

HALLOWEEN - Sera del 31 Ottobre* - Il nome "Halloween" deriva da "All Hallows Eve", ovvero "Vigilia di Tutti i Santi". «In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro Capodanno. In irlandese antico Samain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e fuin, fine). A sera tutti i focolari domestici venivano spenti, e riaccesi dai druidi che passavano di casa in casa con torce avvivate presso il falò sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara. Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi. I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l'usanza del trick-or-treat (in italiano "dolcetto o scherzetto?"). Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.
Usanze* - «I bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse». (...) «È usanza ad Halloween intagliare dei zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno. Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Queste credenze sono probabilmente reminescenze dell'antico culto druidico legato al fuoco sacro». (...) «Vi è anche una leggenda britannica che narra di un ragazzo, "Jack", che compiva atti malvagi sulla terra e più di una volta aveva fatto gli scherzi al Diavolo, così, quando morì, diventò un fantasma che vaga con una lanterna ricavata da una zucca illuminata (Jack o'lantern, "Jack della Lanterna")».

OGNISSANTI - 1° Novembre* - «La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l'onore di tutti i Santi (canonizzati e non). Ognissanti è anche una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso, noti o ignoti che siano». (...) «Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1° Novembre come data dell'anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie "dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo". Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata».
Usanze - Messe e celebrazioni religiose.

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI - 2 Novembre* - «La Commemorazione dei defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), è una ricorrenza della Chiesa cattolica. Era anticamente preceduta da una Novena e celebrata il 2 novembre di ogni anno. Nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre infatti il 1° novembre».
Usanze - Ci si reca a visitare la tomba dei propri cari portandogli dei fiori in dono.

IMMACOLATA CONCEZIONE - 8 Dicembre* - «L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858)».
Usanze - Processioni e manifestazioni religiose.

NATALE - 25 Dicembre - Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù.
Usanze e credenze - Mercatini, manifestazioni varie per tutto il periodo, veglia alla vigilia, presepe, abete addobbato, vischio, ghirlande, stelle comete, Babbo Natale porta i regali viaggiando su una slitta trainata da renne volanti, canti e jingle in tema, pietanze e dolci tipici (zampone, cotechino, panettone, pandoro...).

SANTO STEFANO - 26 Dicembre* - «In questo giorno si ricorda Santo Stefano, primo martire cristiano o protomartire». (...) «La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell'importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l'indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore».

Greetings by DOC


(*): I testi tra le virgolette caporali (« ») sono tratti da Wikipedia.

lunedì 25 ottobre 2010

Cosa resterà di questi anni 60?


Cimitero degli animali estinti
Cimitero degli animali estinti

Parafrasando la bella canzone di Raf e senza nulla togliere agli indimenticabili anni '60 (e successivi) del secolo scorso, vorrei oggi parlarvi degli "anni sessanta" intesi come i primi 60 anni del duemila.
Nel 2060, se tutto va bene, potrei essere ancora vivo, anche se per poco. La stessa prospettiva non è del tutto applicabile, a quanto pare, al mondo animale e vegetale.

«Allo stato attuale abbiamo perso porzioni rilevanti di specie animali e vegetali, con conseguente perdita di biodiversità o diversità genetica. Se si continua così una gran parte di ciò che resta scomparirà entro i prossimi 50 anni».

Questo inquietante allarme, tratto dal sito del WWF, sembra descrivere uno scenario fantascientifico. Purtroppo non è così, questa volta la realtà sta superando ogni futuristica fantasia, visto che gli anni a cui si riferisce non appartengono ad un lontano domani, ma sono proprio quelli dell'epoca che ci vede coinvolti.
L'interessante articolo di cui ho riportato solo uno stralcio, prosegue parlandoci di biodiversità, termine che rimanda al fondamentale ruolo che riveste ogni singolo essere (ancora) vivente sul nostro pianeta: ruoli specifici e indispensabili per scongiurare il pericolo di un arresto del "magico" e complicato meccanismo della vita.

«E' un problema talmente grave che anche l'ONU è scesa in campo: ridurre la perdità di biodiversità del nostro Pianeta è l'obiettivo che si è data e che tutti i Paesi del mondo hanno sottoscritto in occasione della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica e del summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile».

L'articolo si conclude così, con un ottimistico spiraglio di speranza. Ma noi, nel nostro piccolo, come possiamo contribuire per frenare questo malsano processo? Il WWF ci propone di diventare soci e appoggiare le loro iniziative con donazioni, e forse si tratta della via più diretta ed efficace, ma io penso che prima ancora sia necessaria una vera e propria presa di coscienza.
Come affrontare un problema se neanche sappiamo che esiste o ne conosciamo solo marginalmente i connotati? Dovremmo, a mio modesto avviso, attivarci innanzitutto attraverso l'informazione (i mezzi - internet su tutti - fortunatamente non ci mancano); quindi munirci di buonsenso, e prodigarci quotidianamente in difesa della natura (flora, fauna, ma anche atmosfera) che ci circonda: in fondo è della nostra sopravvivenza che stiamo parlando. Non dimentichiamo, senza animali e senza piante la razza umana su questa terra non sarebbe neanche germogliata.

DOC

domenica 24 ottobre 2010

Doctor Peter racconta / 7° episodio: Funghi blu sotto un cielo rosa

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.

Funghi blu

- Ma allora Silvio era stato miracolato dai tre gattini? - chiese Francesca.
- Proprio così - le rispose Peter - ma era stata la gatta che lui aveva salvato a guidare il loro intervento, attraverso il potere che aveva assorbito dal fulmine.
- Ah. Che bella storia: se ho ben capito la morale è che a far del bene si ottiene sempre del bene - aggiunse la ragazzina.
- Sì... Ma ora si è fatto tardi. Devo andare, è quasi ora di cena - disse Peter.
- Va bene - gli rispose Francesca - ci vediamo domani. Toccherà a me inventare una storia... Speriamo che mi venga in mente qualcosa.
- Dormici su - ribattè lui salutandola - vedrai che la notte ti porterà consiglio.
- Stanne certo - gli rispose Francesca avviandosi verso casa.
Lei e Peter erano buoni amici, e quando al pomeriggio si incontravano, gli piaceva giocare a scambiarsi piccoli racconti di fantasia. Lui, essendo più grande, era favorito in questo compito da un bagaglio di esperienze di gran lunga superiore, e vi attingeva arricchendo gli spunti con buone dosi di immaginazione. Ma lei si era sempre mostrata un'ottima sfidante, e in più aveva un asso nella manica che non avrebbe mai rivelato.
Quella sera, subito dopo cena, Francesca andò nella sua stanza, dicendo ai genitori che era stanca e voleva stendersi a leggere un po'. Una volta sul letto spense la luce, accese una candela bianca al profumo di rose e aprì un antico librone in cerca di ispirazione per la storia dell'indomani. In realtà, come lei ben sapeva, le parole di quel libro avevano la virtù di generare un incantesimo che l'avrebbe trasportata in una magica dimensione extratemporale.
Ad attenderla in quel luogo fuori dal tempo c'era Benedetta, amica e confidente: anche lei possedeva un libro simile, così si ritrovavano spesso a condividere le bizzarre avventure dello strano mondo fatato in cui approdavano.
- Benedetta, devi aiutarmi. - le disse l'amica concitata, e continuò: - Devo assolutamente inventarmi una storia originale per domani. Peter ne ha raccontata una molto bella, ma io sono del tutto priva di ispirazione, e non ci tengo a fare una figuraccia.
- Ah, Franceschina mia, come aiutarti? Io non ho molta fantasia, e abbiamo anche poco tempo. Ci vorrebbe proprio una magia...
- Una magia... Ma certo! Perchè non ci ho pensato prima? - disse Francesca stringendole le braccia.
- So a cosa stai pensando, furbina, ma ricordati che c'è sempre un prezzo da pagare - la redarguì Benedetta.
- Pagherò. Non posso permettermi una scena muta, domani: Peter mi prenderebbe in giro tutto il giorno. Andiamo. - Così dicendo, la prese per mano e insieme si inerpicarono per un sentiero che attraversava l'oscuro "bosco dei funghi blu".
- Guarda Benedetta: ne ho trovato uno - disse Francesca, raggiante, dopo oltre un'ora di ricerche ad occhi bassi.
- Finalmente. Ma... sei sicura di farlo? Guarda che poi non potrai più sottrarti alle conseguenze - ribattè la compagna, preoccupata.
- Stai tranquilla, - rispose lei - l'ho già fatto una volta, anche se devo ammettere che poi non fu per niente facile rimettere a posto le cose. - Quindi raccolse il grosso fungo blu che aveva trovato ai piedi di una vecchia quercia e gli diede un bel morso.
- E' dolce - disse Francesca.
Ingoiato l'ultimo pezzo, si sentì pervadere da uno strano calore, e per pochi istanti il suo volto si tinse dello stesso colore del fungo. Poi, guardando l'amica negli occhi, le disse: - Ce l'ho. Ho un racconto. Una bellissima storia, impressa nella mia mente. Domani Peter resterà di stucco.
- Ti senti bene? - le chiese Benedetta.
- Benissimo - rispose Francesca, e continuò: - Forse era vecchio e ha perso i suoi contropoteri, ma in compenso quel fungo mi farà sicuramente brillare agli occhi di Peter, domani. Adesso andiamo però, devo rientrare. La storia è bella ma anche lunga, e voglio essere riposata per quando la racconterò: non posso rischiare di dimenticare qualche passaggio.
Tornando per il sentiero, le due amiche discutevano allegramente del buon successo di quella spedizione. Ma improvvisamente...

Improvvisamente l'autore di questo racconto decise di affidarne la conclusione proprio a te che lo leggi: inventa un finale, anche breve, e postalo nei commenti qui in basso. Quello che sarà ritenuto più appropriato ed originale, sarà lo spunto, tra una decina di giorni, per il prossimo episodio di "Avventura senza fine".

*     *     *

P.S.: Ringrazio fin d'ora chi vorrà cimentarsi. E ricordate: in caso di mancata ispirazione i mitici funghi blu dell'uomo che vola pazzo li trovate ora in tutti i supermercati, ma resta a voi descriverne le controindicazioni.

Bene bene. Oggi, a distanza di un mese, sono lieto di assegnare un finale a questa avventura, gentilmente fornito dall'amica Maria, che ringrazio per la sentita partecipazione. Il racconto ha avuto la sua degna conclusione, ed io ho evitato l'imbarazzo di dover scegliere tra più soluzioni. In più c'è da dire che le sue trovate sono dei veri e propri voli di fantasia; il bel finale by Maridasaro lo trovi cliccando su "commenti" qui in basso. Buon divertimento.

sabato 23 ottobre 2010

Licantropo


Lupo mannaro
Notte nera s'avvicina
mentre salgo la salita
che mi porta in cima al monte
dove spesso incontro il Conte.
Il vampiro è mio amico,
mi consiglia e mi difende,
mostro lui amico caro
mostro io lupo mannaro.
Luna piena mi trasforma
il corpo, la mente,
peli ovunque sulla pelle
di uno spirito ribelle;
l'ululato è ormai scontato,
non ci posso fare niente,
è l'istinto primordiale
della bestia che prevale.
Stai attento che ti mangio,
prima te e poi quegli altri:
finché Luna splende piena
mangio uomini per cena.
La pallottola d'argento
mi fa male, questo è certo,
ma sparirà la razza mia
solo se uccidi la tua fantasia.

DOC

martedì 12 ottobre 2010

Single Man



DOC

Aggiornamento: clicca QUI.

domenica 10 ottobre 2010

L'uomo che ingannò il tempo
(finale alternativo)


(...) Approfittò di un lavandino per buttarsi un po' d'acqua gelida sul viso, quindi si avviò verso casa, distante circa due miglia, con la speranza di trovare una soluzione nel luogo dove tutto aveva avuto inizio. Raggiunse l'abitazione a testa bassa: se avesse guardato attorno a sè, il delirio lo avrebbe sopraffatto, perchè già l'unico suono in strada, l'eco dei suoi passi, confermava lo stato delle cose. Entrato nell'appartamento, prima di raggiungere lo studio chiamò la moglie, senza neanche pensarci: ora più che mai sentiva il bisogno della sua calorosa presenza.
Forse era uscita... Aprì le altre stanze per sincerarsene. La trovò distesa sul letto, con gli occhi chiusi. La figura di quella donna, il suo unico e grande amore, tanto graziosa quanto tragicamente immobile, suscitò in lui un'agghiacciante sensazione... Un lungo pianto di commiserazione risuonò funesto in quell'eterno silenzio.
Seguirono frenetici tentativi di riparazione dell'orologio, ma per quanta cura il sig. Brown dedicasse alla composizione dei maledetti ingranaggi, quel malefico oggetto non avrebbe mai più ripreso a funzionare. Così, allo stremo delle sue energie, si trascinò verso la camera da letto, diede un bacio alla tiepida fronte della moglie, e si distese accanto a lei.

- Mmmh... Caro, sei tornato?
Il signor Brown balzò in ginocchio sul letto, fissandola incredulo e terrorizzato come chi ha appena visto un fantasma.
- Ma... stai bene? Va tutto bene, caro? Hai una faccia... - continuò la moglie, preoccupata. Ignorando ciò che lui aveva vissuto nelle ultime ore fuori dal tempo, non poteva certo comprenderne lo stato d'animo.
- Ss... sì, stai... tranquilla... - la rassicurò, distratto dal flebile volo di una farfalla appena entrata dalla finestra: quella piccola creatura era ambasciatrice di un nuovo, sorprendente risvolto.
- Ti amo - disse il signor Brown, avvolgendo la moglie in un forte abbraccio. Una lacrima, questa volta di gioia, gli attraversò il volto, mentre l'allegro cinguettìo degli usignoli, dalla finestra, sottolineava un insperato ritorno a quel fluido presente la cui unicità non merita mai di essere ingannata.

Epilogo

- Cosa fai ora? - Chiese la moglie al signor Brown. Lui non riuscì mai a spiegarsi come avesse fatto il tempo a liberarsi dall'incanto in cui lo aveva imprigionato, ma ormai non gli importava: in qualche modo gli era stata data l'occasione di ravvedersi dalla sua ostinata superbia, e si guardò bene da lasciarsela sfuggire.
- Solo un attimo, cara. Ho una piccola faccenda da risolvere... - le rispose, stringendo in una mano l'infido orologio, e nell'altra un martello pronto a fare il suo dovere.

DOC

venerdì 8 ottobre 2010

L'uomo che ingannò il tempo



Quando si ha del tempo libero a disposizione, si tende ad occuparlo con attività utili o dilettevoli per sopraffare la noia, per non sentirsi inadeguati, per cercare di dare un senso alla propria esistenza. In questi casi si usa dire "ingannare il tempo". Ma nella vicenda che mi appresto a raccontare, questo modo di dire assume un valore decisamente più letterale.

Il signor Brown, tra la fine della carriera e la fine della sua vita, si scoprì incapace di godersi la meritata pensione di Alto Ufficiale dell'Esercito Britannico. Anzichè un premio per la sua inappuntabilità, quelle giornate improvvisamente libere si rivelarono un castigo, per lui che non era mai stato con le mani in mano. Così spiazzato, cercò fin da subito di combattere quell'ansia da inattività che gli creava non pochi problemi, soprattutto di adattamento. Sfortunatamente, i tentativi di porvi rimedio fallirono inesorabilmente uno dopo l'altro. Provò a cimentarsi, con l'aiuto della sua signora, nei più disparati "passatempo"; ma - a parte la sua collezione di orologi, una passione che coltivava già da giovincello - ogni volta gli sembrava di buttare via dei minuti, o meglio, dei secondi preziosi.
Un disagio che crebbe di giorno in giorno, fino a sfociare in una vera e propria patologia. La moglie cercava di tenerlo occupato, ma qualsiasi commissione gli affidasse si trasformava, per lui, in un nuovo incubo. Ad esempio, se lo mandava all'ufficio postale per pagare una bolletta, la fila di persone allo sportello, indice di una lunga attesa da affrontare, si traduceva in un irrefrenabile panico. Figuratevi che, nonostante abitasse al settimo piano, usava sempre le scale perchè la sola idea di dover attendere l'ascensore lo terrorizzava.
Quando prese a trascorrere le giornate rinchiuso nel suo studio, la moglie cominciò a preoccuparsi sul serio. Mangiava poco, parlava ancor meno, e non usciva da lì se non per necessità fisiologiche. Accostando l'orecchio alla porta di quella prigione autoinflitta, si riuscivano a sentire solo borbottii e rumori strani. Come liberarlo dalle sue ossessioni? - Non voglio sentir parlare di strizzacervelli! - aveva sentenziato il giorno che la sua signora, con estrema delicatezza, gli aveva proposto una visita neurologica.
Passarono tre mesi senza spiragli di miglioramento, finchè, nell'ennesima mattinata di fredda solitudine, la moglie prese coraggio e decise di sfidare la ritrosia del sig. Brown. Bisognava consultare un buon medico: quello consigliato dalla sua migliore amica e confidente poteva andare bene. Estrasse dalla borsa il biglietto da visita che l'amica le aveva lasciato, ma non fece in tempo a sollevare la cornetta del telefono che d'un tratto la porta dello studio le si spalancò davanti.

- Cosa stai facendo? - disse il signor Brown.
- Niente, io...
- Lascia stare, oggi è il grande giorno! - riprese lui. - Guarda! - continuò, mostrandole uno strano orologio. - Lo vedi questo? L'ho inventato io. Premi un pulsantino e... il gioco è fatto.
- Ma... a che serve? - replicò la moglie, spaventata.
- Come, non hai visto? Ti sei bloccata! La tivù, i rumori, la gente fuori dalla finestra... tutto fermo.
- Io non ho visto niente. E se proprio vuoi saperlo, stavo giusto per chiamare lo psicologo: evidentemente è anche più urgente di quanto pensassi.
- Ho capito... funziona solo con chi lo usa... prova tu - le disse, allacciandoglielo al polso.
- Senti, mi spiace dirtelo, ma io premo il pulsante e qui non accade nulla - rispose lei, spazientita.
- Com'è possibile? Fai provare di nuovo a me. Ecco... vedi? Si è fermato il tempo, finchè non ho premuto il pulsante una seconda volta. Che te ne pare?
- Continuo a pensare che hai decisamente bisogno d'aiuto... - rispose la moglie, afflitta.
- Lascia stare, non capisci che con questo ho risolto tutto? - ribattè lui, e continuò: - Con me funziona. Adesso sono io che comando, il tempo lo controllo io! Alle poste, ad esempio, posso fermare tutto e piazzarmi davanti alla fila senza che nessuno se ne avveda. E così al supermercato. E ad ogni appuntamento, avrò tutto il tempo per arrivarci in orario. Adesso sì che sono libero: da oggi sarò io, l'unico padrone del mio tempo!
Nei giorni seguenti la moglie lo vedeva armeggiare, divertito e soddisfatto, con quell'orologio. E di volta in volta lui le raccontava i vantaggi che ne aveva tratto. Se quella piccola follia era il prezzo da pagare per rivederlo sereno (sembrava persino ringiovanito, dopo quella fatidica mattina), disilluderlo sarebbe stato come togliere il giocattolo ad un bambino, e le conseguenze una posta troppo alta da rischiare.


Le cose andarono avanti così per mesi: il signor Brown sperimentava quotidianamente il meccanismo "time-block" di sua invenzione, assicurandosi che la moglie non ne facesse parola con nessuno, e lei non poteva fare altro che assecondarlo. Ma quella inconsueta consuetudine non sarebbe durata ancora per molto...

Un pomeriggio, dopo aver "congelato" il tempo, il signor Brown si diresse con tutta calma a prendere il suo tram (che, conoscendo gli orari, avrebbe trovato ad attenderlo alla fermata). Salito sul mezzo, ebbe tutto il tempo di scegliere la sedia a lui più congeniale, scansando i passeggeri paralizzati in ridicole posizioni come fossero soggetti di un dipinto malriuscito. Comodamente seduto, il sig. Brown premette il pulsantino dell'orologio che avrebbe ridato il "play"... ma questa volta non accadde nulla. Provò e riprovò mille volte: le cose continuavano a rimanere fisse nell'istante che lui aveva bloccato. In preda alla disperazione, scese dal tram e si diresse di corsa verso la bottega di orologeria più vicina. Una volta lì, si introdusse nel laboratorio per poter accedere agli strumenti e ai componenti necessari a riparare l'orologio. Fece innumerevoli tentativi, con esito sempre negativo, finchè la stanchezza ed i nervi duramente provati ebbero la meglio. Crollò in un sonno profondo, dominato da inenarrabili incubi.
Il mattino seguente (ovvero l'identico pomeriggio con il sole semi-coperto da una nuvola ferma), quando si destò, dovette rendersi conto che quanto gli si presentava ora non era un nuovo brutto sogno, ma la dura realtà di un mondo rimasto esattamente come lui lo aveva "pietrificato".
Approfittò di un lavandino per buttarsi un po' d'acqua gelida sul viso, quindi si avviò verso casa, distante circa due miglia, con la speranza di trovare una soluzione nel luogo dove tutto aveva avuto inizio. Raggiunse l'abitazione a testa bassa: se avesse guardato attorno a sè, il delirio lo avrebbe sopraffatto, perchè già l'unico suono in strada, l'eco dei suoi passi, confermava lo stato delle cose. Entrato nell'appartamento, prima di raggiungere lo studio chiamò la moglie, senza neanche pensarci: ora più che mai sentiva il bisogno della sua calorosa presenza.
Forse era uscita... Aprì le altre stanze per sincerarsene. La trovò distesa sul letto, con gli occhi chiusi. La figura di quella donna, il suo unico e grande amore, tanto graziosa quanto tragicamente immobile, suscitò in lui un'agghiacciante sensazione... Un lungo pianto di commiserazione risuonò funesto in quell'eterno silenzio.
Seguirono frenetici tentativi di riparazione dell'orologio, ma per quanta cura il sig. Brown dedicasse alla composizione dei maledetti ingranaggi, quel malefico oggetto non avrebbe mai più ripreso a funzionare. Così, allo stremo delle sue energie, si trascinò verso la camera da letto, diede l'ultimo bacio alla tiepida fronte della moglie, e si distese accanto a lei. Un attimo dopo anche il suo orologio biologico, forzato dai nefasti accadimenti delle ultime ore, si sarebbe arrestato definitivamente