giovedì 17 marzo 2011

Blogger uniti per l'Unità d'Italia



Celebrerò il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia attraverso la voce di alcuni blog che seguo, che stimo, e che sono sicuro non si offenderanno se ho tratto dai relativi post le immagini per il collage qui sopra, contenente il link al sito ufficiale per le celebrazioni. Per me è stato davvero bello e significativo vedere come ognuno ha espresso il proprio pensiero, ed il mio contributo sarà il tentativo di trasmetterti le stesse emozioni. Gli articoli che ti propongo sono in ordine cronologico di pubblicazione, per visitarli clicca sul titolo del post. Grazie agli amici.



L'albero dei sassi

lunedì 14 marzo 2011

A patchwork waiting for spring



Non rivelare mai un segreto, lo uccideresti e il rinculo potrebbe ferire anche te.

Un uomo spegne una sigaretta, una sigaretta spegne un uomo. Domani smetto.

L'orologio: una maschera sorridente per un triste conto alla rovescia. Inesorabile.

Siamo liberi all'interno del nostro cervello? Forse neanche in quello.

"'A livella" del Principe Totò dovrebbe essere adottata come regola di base anche per la costruzione dei loculi. «Vota Antonio».

A tutto c'è una fine, tranne che alle rotture di coglioni. (Questa era di papà).

La vita è come una stella cadente: la sua energia è destinata a dissolversi nella notte nera e i desideri più alti verranno esauditi solo al suo svanire.

Trent'anni fa ero più giovane, sessanta non esistevo. Anche la nostalgia ha i suoi limiti.

Dove andiamo a fare cosa?

Cosa aspettarsi dopo il tramonto? La fiamma di una candela che brilla, oscilla e trema come una stella in una chiesa senza nuvole. Sulle foglie scure di un cespuglio spettinato le lucciole improvviseranno una danza, poco più in alto la luce di un lampione complice ne smusserà i difetti coreografici. Gocce di rugiada presenzieranno al ballo. Accendini innalzati per una canzone d'amore, fuochi fatui per devozione, riflessi di «lucci argentati» per riscattare un affronto che nessuno merita. Alberi di Natale, fuochi d'artificio, re magi e guardastelle sotto una cometa per la Tua nascita; timidi lumìni per noi, nati a Tua immagine e somiglianza, che diversamente vivi non avremo neanche bisogno di risorgere. Fari di automobili, connessioni cerebrali, spruzzi di energia continueranno a tracciare percorsi finchè fratello Sole tornerà a rivendicare il suo ruolo. Ma solo la Notte ci rende davvero uguali.

Il senso della vita è racchiuso in un gatto che si fa i fatti suoi.

Perchè tu nello specchio sei sempre così puntuale e puntualmente mi guardi languido e malinconico? Mi fai sentire in colpa, impietoso riflesso. Se anche cambiassi sesso resteresti sempre lo stesso.

Maledetto cannibale che mi possiedi, smetterai un giorno di mordicchiare le sofferenti pellicine delle mie dita?

Ore di sonno, ore di viaggio, ore che mi lavo, ore di tristezza, ore che lavoro, ore che pulisco, ore di attesa, ore che rimùgino, ore che aggiusto, ore di guai, ore che sbuffo, ore di malattia, ore di brutto tempo... Giorni di brutto tempo. Anni. Decenni su di un gravoso piatto che toccherebbe terra se l'equivalente peso di un secondo di felicità sul piatto opposto non ristabilisse l'equilibrio dentro di me.

Alberto, un mio amico vegetariano, coltiva piante carnivore.

La fantasia è nel mondo reale: colori, forme, suoni, esseri viventi, elementi, astri, disastri, emozioni... Mickey Mouse legge "Uomolino".

Affondo le unghie, strappo, poi ancora unghie, polpastrelli umidi, una pellicina brucia, continuo a strappare. Nella fase successiva sfoglio coriandoli, e quando mi sento pronto infilo entrambi i pollici nel polo Nord, all'unìsono. Dieci diviso due. Prendo un cinque, sottraggo uno che si vendica sputandomi in un occhio. Guerra persa: il suo destino è già segnato. Stretto in una morsa di morsi mi rigenera con chimiche preziose, brividi aspri nelle sue origini vestite di semi indigesti.
I gemelli seguiranno l'identica inesorabile sorte fino al decimo, che aprirà la strada al rutto delle loro anime. Resteranno uniti anche dopo, quando renderò i loro resti a un mondo che nulla crea e nulla distrugge. Attraverso le meccaniche del mio rosso corpo umano restituirò forme, colori e odori in assoluto contrari ma di pari dignità alla stessa terra che me li aveva donati belli e profumati. Il mio debito resterà comunque insaldabile. Un giorno si ripresenteranno a me nella graziosa veste di una nuova arancia arancione, frutto eccelso per le mie stanche unghie, e ancora una volta tenterò di ringraziare Mamma Natura, ancora una volta mi renderò conto di non esserne abbastanza degno.

E con la frutta chiudo: il dolce, il caffè e l'ammazza-caffè li tengo ancora un po' solo e soltanto per me. Yepp!


DOC