venerdì 6 settembre 2013

Briefing


So cosa fare. Conosco i miei difetti, paura sopra a tutti. Temo l'arca più del diluvio: "Speranza" potrebbe affondare, proprio come "Concordia". In quel caso non mi resterebbero speranze, così scelgo di restare a terra, sotto terra. Abito le grotte fintamente rassicuranti del mio cervello. Ogni tanto azzardo nei cunicoli bui che potrebbero insegnarmi il bene o il male. Ogni tanto guardo fuori a quell'arca invitante e misteriosa. E mi confesso da solo, perchè solo io posso medicare e mendicare i miei peccati. Non ci riesco. Esco. Riprendo il passo di via Ritornello, fino a piazza dei Pensieri. Mi sintonizzo su frequenze quotidiane (dejavu, rien ne va plus). Livello sudato. Mi fermo. Guardo gli altri, nella corsa affannati, arrivati, fuori gara... «Ma quello sono io!». Una parte di me si è già imbarcata, ci salutiamo dal ponte. A presto mia cara.

DOC