martedì 19 maggio 2015

Viva la noia


Noia. E noialtri. Definizione di noia, secondo Treccani e condivisa da Wikipedia: «La noia è uno stato di insoddisfazione, temporanea o duratura, nata dall'assenza di azione, dall'ozio o dall'essere impegnati in un'attività sostenuta da stimoli che si recepiscono come ripetitivi o monotoni o, comunque, contrari a quelli che si reputano più confacenti alle proprie inclinazioni e capacità».
Fan sfegatato di Vasco Rossi nei suoi anni d'oro (e nei miei d'alluminio, che rivestiva le merendine), lessi un'intervista in cui il cantautore dichiarò che la preferita, tra le sue canzoni, era appunto "La noia" (1982). «(...) Ora sai che Vivere, non è vero che c'è sempre da scoprire, e che l'Infinito - è strano, ma per noi, sai - tutto l'Infinito... finisce qui (...)». Un sassofono, poi, traduceva il tutto (live 2008):


Sulla noia si può dire un'infinità di cose, anche in contrasto con Wikipedia o Vasco Rossi, ma non per questo meno vere. A me piace pensare, ad esempio, che X (miss Natura o mister Dio) abbia creato l'Universo proprio per ingannare la noia, di un vuoto persino "più assoluto" di quello cosmico. Ve lo immaginate? Impossibile. Un insopportabile Nulla, un castigo peggiore dell'Inferno. Ebbene, per evadere da questa orribile condizione, l'Universo fu creato. Il problema è che dopo un po', ovvero nello scorrere del grande Tempo, l'Universo cominciò a puzzare di teoria, e le sue pareti a sgretolarsi sotto un'insidiosa uffa-muffa. Quel nuovo vuoto ("uo-uo": due dittonghi presagio del terzo, "uo-mo") s'inquinava di malinconia. Bisognava colmarlo con qualcosa di sensato, un antidoto che ne scongiurasse il collasso.
Cosicché un bel giorno, all'improvviso, un'esclamazione tuonò nel buio: «Che palle!». Figli della noia, Stelle e Pianeti quel giorno s'incastonarono nel Cielo. Perfetto. Un giocattolo perfetto, all'inverosimile. Così perfetto da... annoiare. Già, perché - per quanto si giochi con la fantasia - una casa per le bambole diventa noiosa, a lungo andare, senza figurine che la animano. E così, eccoci qua.


Non sappiamo quanto e come l'Universo si sia poi espanso, al di là della staffetta che ci è stata passata. Ci stiamo lavorando, e forse un giorno scopriremo che ad annoiarci non siamo solo noi. O chissà, magari sarà l'alieno a presentarsi per primo, annoiato da tutto il resto. Fatto sta che della noia, seme dell'Universo, non possiamo che farne tesoro. Se leggete notizie del tipo che alcuni ragazzi confessano di essersi lasciati andare ad atti di vandalismo (o peggio) solo "per noia", non credetegli. La vera noia alberga nelle menti illuminate, negli sciocchi precipita solo al pretesto.
E qui arriviamo al paradosso che ispirò questo post: per quanto ne ho capito qui ed ora, la noia è la madre delle madri, la vera, unica leva capace di scardinare lo stallo delle cose, sebbene per derivazione e disperazione. Alla noia si possono ricondurre i nostri maggiori sforzi: "lei" sta lì, schiva e rinchiusa nella sua umiltà, persino sbeffeggiata o condannata; ma è il terreno fertile della stimolazione, senza di essa non sboccerebbero motivi.
Credo che il nostro progresso, per quanto contraddittorio, gli debba molto. E quindi, in ultima analisi, viva la noia! Quella che ci induce, ad esempio, ad indossare una mascherina e a cantare, suonare, ballare un "Bunty Bunty" (The Bombay Royale) fuori dalle righe:


DOC

venerdì 15 maggio 2015

Addio, mio Re


B. B. King
(Itta Bena, 16 settembre 1925 - Las Vegas, 14 maggio 2015)


DOC

venerdì 1 maggio 2015

ForMaggio DOC


Mini-multi-media-show solidale per questo Primo Maggio.



~~ Intro ~~




Politik Kills ◄----- Manu Chao


Politik kills politik kills politik kills / politik need votes / politik needs your mind / politik needs human beings / politik need lies / thats what my friend is an evidence politik is violence / politik use drugs / politik use bombs / politik need torpedoes / politik needs blood / politik need force / poltik need cries / politik need ignorance.



Paradismo ◄----- Marx -----► A. Cavadi


L'idea indubbiamente mi attizza, sarebbe stupendo, ma bisogna crederci per fede, perché ad oggi restano teorie mai sperimentate a largo raggio. Ad ogni modo, a quanto pare, Marx c'è. Ne sono convinti gli autori del video qui sopra, ne è convinto Augusto Cavadi, che nel suo blog scrive: «(...) Certo se si scambia il socialismo sovietico per marxismo (errore paragonabile a chi identificasse la storia delle chiese cristiane con il vangelo), il marxismo è – se non proprio morto – agonizzante. Ma se il marxismo è, prima di tutto ed essenzialmente, l’opera scientifica di Karl Marx, la sua analisi delle contraddizioni del capitalismo, la sua previsione che prima o poi l’umanità dovrà scegliere fra la fedeltà suicida al capitalismo e il suo superamento in forme di economia più solidale... se il marxismo è questo, lungi dall’essere in crisi, diventa ogni giorno più attuale che mai. (...) Alla lunga, “la verità si viene a sapere”: la verità viene a galla, emerge dalle chiacchiere televisive e dagli slogan elettorali, finisce con l’imporsi agli occhi di chi si trova ormai al cospetto del baratro. Il baratro è una guerra epocale dell’80% dell’umanità (depredata, sfruttata da secoli di colonialismo militare ed economico oltre che culturale) contro il 20% dell’umanità (che possiede  che possediamo – le armi più potenti e la cultura più invadente). Aprire gli occhi significa capovolgere l’ottica del privilegio da cui guardiamo il pianeta e la sua storia: significa capire che ciò che non condividiamo con gioia invece di nutrirci ci avvelena, invece di rallegrarci ci amareggia. Che nel condominio, nella città, nella nazione, nel mondo ci sono troppe persone, troppi esseri umani (per non contare i nostri fratellini animali), che non hanno il minimo indispensabile mentre noi navighiamo nel superfluo e  con tutta la crisi che attraversiamo – continuiamo a sprecare cibo, acqua, medicine, energia elettrica, ore di insegnamento... “Gli dei accecano coloro che vogliono mandare in rovina”: la cecità è ormai quasi totale, siamo sicuri di essere rassegnati alla rovina?



Lucio Dalla / F. De Gregori -----► Cosa Sarà


Cosa sarà
che fa crescere gli alberi la felicità
che fa morire a vent'anni
anche se vivi fino a cento

Cosa sarà
a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato

Cosa sarà
che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all'ombra di un desiderio

Cosa sarà
che ti spinge ad amare una donna
bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l'hai bevuta

Cosa sarà
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c'è

Cosa sarà
che ti fa comprare di tutto
anche se è di niente che hai bisogno
cosa sarà che ti strappa dal sogno

Cosa sarà
che ti fa uscire di tasca dei no non ci sto
ti getta nel mare e ti viene a salvare

Cosa sarà
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare

Cosa sarà
che ci fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare la sera
con un amico a parlare del futuro

Cosa sarà
questo strano coraggio o paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare la notte che scende

Cosa sarà
quell'uomo e il suo cuore benedetto
che è sceso dalle scarpe e dal letto
si è sentito solo
e come un uccello che in volo
si ferma e guarda giù



DOC