mercoledì 22 giugno 2016

Lost Magic: nel regno di Jim Mckenzie


La fantasia: che gran dote! Tuttavia, essere anche bravi a disegnare...


...abili a dipingere con i colori acrilici su tela...


...e padroneggiare la grafica e l'animazione digitale...


...potrebbe non bastare. Quando la creatività smania per evadere dal piatto rettangolo che la confina, accade talvolta che in un guizzo d'estro l'artista ceda alla pressione, per misurarsi con l'impetuosa e impietosa tangibilità del nostro meraviglioso mondo a tre dimensioni.
Jim Mckenzie è riuscito benissimo anche - e soprattutto - in questo: è proprio la scultura, infatti, a riassumere tutto il talento di questo prodigioso ragazzo americano. Jim vive e lavora a New York, al momento è direttore commerciale, designer e animatore per la Aardman Nathan Love, nonchè professore alla School of Visual Arts. Per saperne di più potete visitare il suo portfolio online [http://jimmckenzie.net], da cui sono tratte le immagini di questo post; ma per capire bene di chi e di cosa sto parlando c'è solo un modo: gustarvi il suo recente spaventapasseri, "The Scarecrow".



DOC

martedì 14 giugno 2016

Invito alla follia


«Anche la follia merita i suoi applausi» - Alda Merini


Chiudi gli occhi, e immaginati al cospetto dei capolavori di Antonio Ligabue (1899-1965). Lasciati ipnotizzare dal suo volto replicato alla nausea, turbare dalle pose feroci di maestose creature, rapire dai colori saturi e dalle pennellate eccessive, elettrizzate ed elettrizzanti. Vittima dell'incanto vorrai fermare il tempo per riempirtene; ma la terza dimensione ti protegge solo fino ad un certo punto, così poco dopo ti assalirà un irrefrenabile desiderio di scrollarti tutto di dosso, fuggire e metterti in salvo. Ti è concesso; sfortunatamente, però, dietro l'angolo ti aspetta Pietro Ghizzardi (1906-1986), per un nuovo giro di giostra tra inquietanti dipinti naïf. Ossessivi autoritratti, sintomo anche qui di un disagio psichico, si affiancano a donne sognate ed altri personaggi di una bellezza tutta soggettiva, difficilmente condivisibile. Questa volta aguzzini saranno i colori cupi, ottenuti con carbone, fuliggine, tizzoni, misture di bacche colorate, terre ed erbe.


Sei ancora cosciente? Riapri pure gli occhi e dimmi: hai trovato tutto questo intrigante? Benissimo, perché il Museo della Follia è una realtà. La mostra, itinerante, nel 2011 ha sconvolto la Biennale di Venezia, nel 2012 i sassi di Matera, nel 2015 il Palazzo della Ragione di Mantova, dal 22 aprile al 23 ottobre 2016 infesta il Castello Ursino di Catania. Si sposterà poi a Torino, Milano e Novara. Progetto a cura di Vittorio Sgarbi, organizzazione Augusto Agosta Tota con la consulenza del Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma.


Il viaggio - se vogliamo l'incubo - sopra intrapreso e descritto (ma poco illustrato, perché merita di essere apprezzato dal vivo) è appena all'inizio: la follia prosegue con "Tutti Santi", folgoranti sculture di Cesare Inzerillo (1971); "La Griglia", in cui ritratti ritrovati nelle cartelle cliniche di alcuni ex-manicomi compongono una griglia di oltre cinque metri; la "Stanza dei ricordi": immagini, documenti, oggetti raccontano le condizioni umilianti e dolenti dell'alienazione; "Franco Basaglia" (1924-1980), neuropsichiatra italiano, in due documentari Rai sulla Legge 180 da lui ispirata, relativa alla chiusura dei manicomi; "OPG - Ospedali Psichiatrici Giuridici": immagini di stanze, muri, pareti dell'ospedale psichiatrico abbandonato di Teramo. Il tutto impreziosito dagli ambienti opportunamente scelti per l'esposizione, con cui le opere immancabilmente si fondono (le nostre location storiche e regionali, ovvero la migliore scenografia che si possa desiderare), e da mostre temporanee a corredo.



DOC


Foto DOC (assaggio di un'esperienza intima tutta da vivere in prima persona)