martedì 13 giugno 2017

Quando si dice ammazzare il Tempo...

Della Noia ho già disquisito in un altro post, qui non c'entra. Qui si parla di Tempo incarnato: sofferto e goduto, farcito e svuotato, improvvisato, costruito, distrutto e reinventato, al ritmo d'un cuore bilanciere. Giorno e notte, pomeriggio soprattutto. Vertigini, cose fatte e intimità. A volte sognato, mai veramente dominato. In una parola, "vissuto".

Tempo. E' forse l'unica reale dimensione che ci contiene. Lo Spazio è mutevole, il Tempo (forse) no. Posso tornare in un luogo dopo 50 anni, e trovarlo profondamente stravolto, al punto da non riconoscerlo più; ma quel cambiamento, per quanto radicale, non ha minimamente intaccato ciò che vi accadde cinquant'anni prima, sia che io abbia buona memoria, sia che voglia deformare o rimuovere i miei ricordi. Quel particolare evento è semplicemente accaduto, o più complessamente, accaduto per sempre: inespugnabile nella sua odiosa immutabilità.

Ammazzare il Tempo. Quel verbo, "ammazzare", pare fuori luogo. Che io sappia, si ammazzano - tristemente - Animali e Persone; ma non le cose inanimate, e men che meno quelle astratte come il Tempo. Poi, però, ci ho ripensato. Se ammazzare significa togliere la Vita, e se Vita altro non è che Tempo concesso, con tanto di limite ignoto quanto inevitabile, ecco allora che la tragedia può effettivamente consumarsi: "ammazzare il Tempo", proprio come da luogo comune, ma senza metafora.

Nell'ammazzare sono implicate due figure protagoniste, la vittima e il suo carnefice. La vittima non è per forza una donna: se preferite, nel caso specifico del maschio potremmo dire "vittimo", al pari di "sindaca" per le femmine. Ma non divaghiamo. Potenzialmente, in tutti i casi, tempi e luoghi, la vittima può essere chiunque. Stesso dicasi per i carnefici, i cosiddetti "assassini", coloro che (non esiste giustificazione plausibile, se non in rare complicanze generate dalla Vita stessa) tolgono la Vita.

Abbiate pazienza, arrivo subito al punto, sperando di non trascinarvi nello stesso pozzo da cui vorrei mettervi in guardia. Riassumendo: togliere la Vita significa sottrarre parte del Tempo che normalmente e variabilmente è concesso a ciascuno di noi, relativamente alla Morte più o meno naturale a cui tutti siamo destinati. In base a questa piatta verità, possiamo distinguere i nostri potenziali carnefici in due macro-categorie: assassini di serie "A", e assassini di serie "B".

Gli assassini di serie "A" sono quelli classici, raccontati dalla letteratura noir come dalle pagine di cronaca dei quotidiani. Tutti i delitti commessi all'interno di questa categoria, per quanto diversi tra loro per Tempo, Spazio, circostanze e modalità, hanno un solo elemento in comune. La fetta di Vita che viene orribilmente sottratta alle vittime, riguarda esclusivamente il loro Futuro. E qui sorge spontaneo chiedersi: ma un Futuro, per queste anime violate, era previsto? [PAUSA DI RIFLESSIONE] Credo proprio di sì, e ce l'hanno tutto sulla coscienza quegli st***zi dei loro assassini. Ma potrei sbagliarmi.

Gli assassini di serie "B" sono invece gli ispiratori di questo post. Sono quelli che solitamente ammazzano senza neanche rendersene conto, ma nei casi peggiori ne sono perfino consapevoli. La sostanziale differenza, rispetto alla categoria di cui sopra, è che questi non cancellano interi Futuri, ma altrettanto preziose gocce di Presente.  E non è così raro sfuggire alle loro grinfie, come fortunatamente accade per la categoria "A". Qui non ci sono Forze dell'Ordine appositamente preposte a difenderci.
Se un supermercato apre 3 casse su 8, e mi costringe a file interminabili; se le Poste fanno anche di peggio coi loro sportelli; se al Caf mi fanno aspettare 3 ore per dire e dare al Governo quanti soldi pretende; se sommo i minuti dedicati ai pedanti call-center; se aspetto il bus che non passa; se anziché servirmi il commerciante chiacchiera; se mi blocchi l'auto parcheggiata; se...

Se in questi casi si parla di "tempi morti", ci sarà pure un motivo. E se dovessi vivere cent'anni, sommando - o meglio sottraendo - questi piccoli buchi neri, è come se i titolari della lettera B mi avessero ucciso a 80. Senza neanche risparmiarmi la vecchiaia. Ma attenzione: A o B che siate, non smetterò mai di vomitarvi addosso il mio disappunto.


DOC


Aggiornamento del mese dopo: trovo sul web questa vignetta, la incollo qui che ci sta come il cacio sui maccheroni ⇩😅

3 commenti:

Pippicalzelunghe ha detto...

Parole sante caro Doc !!!
qui il tempo non passa mai, sto provando un nuovo sentimento un sentimento che non mi è mai appartenuto...la grande rabbia mi sento una lupa mannara !!!
chiamalo destino o altro mi hanno rubato il tempo tempo che non tornerà più...tic tac il tempo è passato sei anni e mezzo dodici giorni tic tac sei operazioni due radioterapie e non so quanto altro...tic tac il tempo non passa mai sono ad Aviano da più di un mese e non so per quanto ne avrò !!!
Mi chiamano Pippicalzelunghe detta Petra per la mia ilarità ma sotto sotto sono arrabbiata come una lupa mannara !!!
Perdona il mio sfogo caro Doc Cosmoabbracci !!!Pippicalzelunghe

Mari D'Asaro ha detto...

Ottime riflessioni, caro RiccarDoc. Dovremmo avere il massimo rispetto del tempo, altro che ammazzarlo ... Assieme alla salute e agli affetti, è l'unica vera ricchezza che abbiamo. Anzi il tempo è proprio la condizione che permette al resto - affetti, relazione, lavoro, sogni, progetti e quant'altro - di dispiegarsi. Grazie. Con l'augurio reciproco di utilizzare al meglio quest'umana dimensione. Buonanotte.

DOC [Riccardo Mangoni] ha detto...

@Pippi - Che il Tempo sia rispettoso della tua bella forza, cara "Petra". E non smettere mai di ululare, ché la Luna ti è complice. Un grazie di cuore per il tuo appassionato commento, e un cosmoabbraccio sostanzioso. Buona settimana che viene, e oltre.

@Maruzza - «... affetti, relazione, lavoro, sogni, progetti e quant'altro...»: dobbiamo preservarli e difenderli a denti stretti, in questa matta epoca; matta più di altre, semplicemente perché di diretta evoluzione... e poi ci stiamo dentro: è l'unica - temporalmente parlando - in cui possiamo davvero dire la nostra. Abbiamo un'Identità, e una Libertà da difendere: non possiamo e non dobbiamo lasciarla in pasto ai vizi di una società precostituita, in gran parte sbagliata, quanto migliorabile. Grazie per il tuo solidale contributo, bedda. Buon tutto.